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09 Ago

Tasso alcolemico: ecco i cibi in grado di spingerlo oltre lo zero

L’alcol esiste da sempre. Consumato abitualmente fin dai tempi antichi, accompagna le narrazioni e le tradizioni dell’uomo già dall’Antico Testamento (Genesi 9, 20-27). Ma da allora si è diffuso in tutto il mondo fino ai giorni nostri. Proprio per questo motivo, differentemente da altre sostanze, ritenute illegali e nocive (come per esempio, la cannabis) e iper tassate (quale il tabacco), l’alcool è ben accolto nella nostra quotidianità e senza troppe remore: il bicchiere di vino a pasto, il bicchierino di amaro per digerire o quello di grappa prima di coricarsi, l’aperitivo con gli amici, la birra per rilassarsi a fine giornata, il calice di bollicine per festeggiare un’occasione importante, il liquore per “aromatizzare” un po’ il caffè… Sono tanti gli esempi che si potrebbero fare di situazioni abituali e culturalmente accettate in cui l’alcool è compagno fedele dell’uomo.

Non basta evitare birra, vino o super alcolici per non assumere alcol

Non tutti sanno che l’alcol è spesso presente anche in molti cibi, seppure in piccola percentuale. Grazie alle sue proprietà come conservante naturale, se ne trovano tracce nei prodotti da forno non secchi perché è un ottimo modo per evitare che si formino microbi, batteri o muffe all’interno del cibo.

Facciamo qualche esempio. Avete mai provato a leggere l’etichetta de elenca gli ingredienti di una merendina? Ecco, se ci fate caso noterete che contiene una piccola percentuale di alcol etilico (può essere che sia indicato sotto forma di glicerina, etanolo o acqua di rose). La percentuale contenuta negli alimenti è regolata da una serie di normative e, se un prodotto alimentare contiene alcol in percentuale superiore all’1,2% del suo peso, questo va indicato nell’elenco degli ingredienti.


L’alcol però non si trova solo nelle merendine; sono molti i prodotti alimentari industriali a contenerlo. Per esempio, i dolci confezionati, il pane al latte, il pane in cassetta, alcuni cioccolatini (come quelli che contengono la ciliegia affogata nel liquore o una pasta aromatizzata al rum), i pani in cassetta, per tramezzini, i precotti, il pan di spagna, i panettoni, le colombe.
Ma anche, le bevande “ready to drink” (in cui la percentuale alcolica può salire fino ad arrivare anche al 4-6,5%), la fonduta di formaggio, il kefir e la birra analcolica (questi ultimi due alimenti derivano da un processo di fermentazione zuccherina e quindi è presente una minima percentuale di alcol, che si aggira intorno allo 0,5%).
Viene usato, infine, in pasticceria per insaporire i dolci (esempi: il rum nei babà o l’alchermes nella zuppa inglese) e nella preparazione di creme, farciture e gelati.

Quindi, se vi preparate un panino per pranzo e, poco dopo, dovete mettervi alla guida, prestate attenzione al tipo di pane che utilizzate. Se potete, optate sempre per il pane fresco e non quello in cassetta e, in generale, evitate quello al latte, il pancarrè o il pane da tramezzini perché, appunto, un po’ di alcol c’è sempre.
O ancora, se avete piacere a farvi uno snack a metà mattina, evitate di prendere delle merendine o dei dolci a lunga conservazione: oltre a essere non propriamente salutari, potrebbero contenere minime tracce di alcol. Meglio un bel frutto.
Così come, se optate per una birra analcolica, ricordatevi che una minima percentuale di alcol comunque è presente.
Infine, una regola generale utile per ogni occasione: leggete sempre l’etichetta degli alimenti, in modo da evitare di consumare cibi e bevande che contengano alcol etilico.

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