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29 Ott

Autostrade, primo passo verso pagamenti unici per servizi legati alla mobilità

Proprio mentre Atlantia finalizza le sue mosse su Telepass cedendone per un miliardo il 49% al fondo svizzero Partners Group, si concretizzano i primi effetti della direttiva europea che nel 2019 ha creato i presupposti per incrinare il monopolio nazionale della holding dei Benetton sul pagamento dei pedaggi: Dkv Euro Service ha ricevuto l’autorizzazione ad effettuare i test su strada del proprio dispositivo contactless autostradale. Questo è comunque solo un passo dell’evoluzione che il settore ha iniziato negli ultimissimi anni e proseguirà per tutto il decennio. Si va verso sistemi di pagamento unici per tutti i servizi legati alla mobilità e dispositivi di bordo intelligenti che rendano più sostenibile il trasporto merci.

Il fronte dei pedaggi

Tutto nasce dalla direttiva Ue 2019/520 del 19 maggio 2019, che ha smosso il mercato internazionale ponendo le condizioni per creare sistemi di pagamento dei pedaggi accettati in più Stati, visto che le normative precedenti non hanno inciso sulla frammentazione.

In questo ambito, Dkv ha iniziato la sperimentazione a settembre e presto avvierà la vendita del Dkv Box Italia, una piccola scatola da tenere a bordo che è l’unica alternativa al Telepass per pagare al casello senza fermarsi. Per ora l’attenzione si concentra sull’utenza professionale (mezzi pesanti).

Con la direttiva sta cambiando anche la segnaletica ai caselli: i cartelli gialli e blu con la “T” e il simbolo delle onde radio stanno lasciando il posto a quelli con gli stessi colori e analogo simbolo, ma con la bandiera europea.La direttiva non ha però portato una vera rivoluzione: accanto ai nuovi sistemi basati su tecnologie sofisticate come il Gps che consentono di pagare senza neanche rallentare (il cosiddetto free flow), prevede che possano restare in uso anche i sistemi tradizionali a microonde che impediscono di eliminare i caselli, come Telepass. Ciò ha reso appetibile l’omonima società del gruppo Atlantia e ha fatto sì che Dkv per operare in Italia diventasse partner di Telepass.

 

“In ogni caso – dichiara al Sole 24 Ore Marco Van Kalleveen, ceo di Dkv – la nuova direttiva ha un impatto positivo sul mercato, perché consente di avere più operatori. E non c’è dubbio che, se oggi non possiamo fare a meno di impiegare anche i sistemi a microonde, il futuro è del Gps”. Sui tempi della transizione, però, non si sbilancia ancora nessuno.”

Gli altri servizi

Più concreta è la possibilità di integrare nel Box Italia gli altri servizi di Dkv all’autotrasporto e alla logistica: carte carburante multibrand accettate in 100mila punti vendita (di organizzazioni grandi e piccole in 42 Paesi), rimborso Iva, assistenza e controllo veicoli. Campi di attività molto vasti, che consentono al gruppo Dkv Mobility Services di fatturare 9,9 miliardi di euro e avere 230mila clienti in Europa (dati 2019), dopo essere nato (85 anni fa in Germania) come cooperativa per assistere i padroncini. Finora gli operatori hanno teso ad aumentare il business ampliando i sistemi di pagamento.

Se Telepass si è concentrata più sui consumatori integrando servizi su bollo auto, strisce blu, parcheggi, rifornimenti e traghetti nelle Stretto di Messina, Dkv recentemente ha acquisito una partecipazione in una start-up tedesca per i pagamenti digitali, Pace: sta sviluppando una soluzione di pagamento remoto (indipendente dal brand) da integrare nell’app DKV. Sarà lanciata sul mercato entro fine anno

Ora però si aggiungono tre importanti partite per la sostenibilità economica e ambientale dell’autotrasporto in futuro.

Gas e ricariche elettriche

La prima partita è legata alle alimentazioni. La prospettiva più vicina è un aumento dell’uso di Lng (metano liquido) al posto del gasolio e il passo-chiave è la creazione di una rete di rifornimento. Dkv è entrata in questo business convenzionandosi con un fornitore.Più limitate le prospettive per l’elettrico, che potrebbe essere impiegato prevalentemente per le consegne dell’ultimo miglio, con tragitti più brevi e mezzi di taglia non grande. In ogni caso, i punti di ricarica pubblici utilizzabili dai clienti Dkv hanno recentemente raggiunto quota 100mila, dopo un ano di attività nel settore. Ora si punta anche alle ricariche domestiche.

Geolocalizzazione e logistica

Si punta sulla geolocalizzazione per ottimizzare l’uso dei veicoli. Si tratta di limitare il più possibile il fenomeno dei viaggi a vuoto, ancora rilevante nonostante i navigatori satellitari esistano ormai da una ventina d’anni.

“Il problema è mettere in piedi un sistema efficiente di scambio di informazioni per fare incontrare meglio domanda e offerta – dice Van Kalleveen -, consentendo di fare il viaggio di ritorno carico a un camion che oggi sarebbe costretto a rientrare alla base vuoto”

Assistenza

La terza partita è quella dello scambio di informazioni tra il camion e la rete di assistenza, in modo che la manutenzione sia programmata automaticamente in via telematica. I vantaggi saranno che non bisognerà più dedicare tempo e lavoro a prendere appuntamenti con le officine e che queste ultime, all’arrivo del mezzo, sapranno grazie alla diagnostica a distanza già quali operazioni effettuare e avranno già i relativi ricambi.

Questo fronte vede molto impegnati i costruttori di camion e le loro reti di vendita e assistenza.Quest’anno Dkv ha acquisito un’altra start-up specializzata nella logistica connessa.

Da agosto offre un nuovo portale digitale per gestire in modo completamente digitalizzato flotta e rifornimenti di carburante. Fornisce informazioni in tempo reale sul livello nel serbatoio e consumo. Con la geolocalizzazione indica il percorso verso le stazioni di servizio più vicine e con i prezzi migliori. Quando il livello di carburante scende nel serbatoio, il sistema invia un avviso.Si lavora a una versione app del portale. Nella versione successiva, dovrebbe essere integrata la funzione di pagamento del carburante.

 

(Maurizio Caprino – Il sole 24 ore)

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